Stefano Garoldi

Ho iniziato la mia relazione con l’argilla nel 1995, casualmente. E’ stata subito una folgorazione. Rapportarmi con  una materia così semplice, primordiale e duttile, ma tuttavia con una sua “vita” e con delle sue regole mi ha subito rapito. Già nei miei primi oggetti, grossolani e tozzi, ho riversato una carica di energia, di curiosità e una voglia di sperimentazione che mai avevo provato prima. La cottura Raku, con la sua dose di imprevedibilità e la sua unicità di tecnica e di risultato è stato il naturale sbocco di questo mio approccio alla lavorazione della ceramica. Con il passare degli anni e con l’affinazione della tecnica, non ho mai perso questa curiosità e questa voglia di sperimentare e “provare”. Anche se ho sempre vissuto la ceramica più che altro come passatempo nei miei pezzi ho cercato e cerco sempre di sperimentare esperienze che mai  eseguite  prima, dal trattamento della superficie, all’abbinamento dei colori o all’assemblaggio e all’ideazione stessa del pezzo. Sono una persona curiosa, e l’argilla non ha ancora smesso di sorprendermi.